Frequently Asked Questions - TDG e rifiuti

In questa sezione del sito sono riportate alcune delle risposte alle domande che nel corso degli ultimi anni ci sono state poste dai nostri Clienti nell’ambito della ns. attività di consulenza o durante corsi di formazione in aula o in house che riguardano il mondo delle merci pericolose e dei rifiuti.

Abbiamo deciso di pubblicarle, opportunamente filtrate e rese anonime, perché riguardano i diversi aspetti dell’applicazione delle prescrizioni delle varie normative modali che regolano il trasporto di merci pericolose (obblighi delle Aziende, obblighi dei consulenti – DGSA, criteri di classificazione, ecc.) come pure tematiche legate alla gestione dei rifiuti pericolosi, soprattutto nell’ambito della loro classificazione.

Chiaramente questa sezione è in continua evoluzione e vedrà pubblicato un numero di FAQ sempre maggiore.

1. Come deve essere segnalata una unità di trasporto costituita da una motrice con semirimorchio con cassoni scarrabili per il trasporto alla rinfusa?

2. Quale è secondo la vigente normativa il limite di concentrazione di idrocarburi C10 - C40 oltre il quale un rifiuto è da considerarsi pericoloso per l’ambiente?

3. Un rifiuto al quale è stata attribuita la caratteristica di pericolo H6 è sempre sottoposto all’ADR?

4. Un rifiuto al quale è stata attribuita la caratteristica di pericolo H8 è sempre sottoposto all’ADR?

5. Gli imballaggi vuoti non bonificati possono sempre essere trasportati sotto la rubrica UN 3509?

6. Fino a quando sarà possibile utilizzare il D.Lgs. n.65/2003 per la classificazione delle miscele e come si dovrà procede in seguito?

7. È obbligatorio, nel caso di trasporto di merci pericolose in cisterna all’interno del perimetro aziendale, procedere con i controlli periodici delle cisterne?

8. La normativa vigente prevede un periodo transitorio nel caso di cambio del consulente ADR?

9. Nel caso si proceda alla sostituzione del Consulente ADR, occorre comunicare la revoca della nomina precedente?

10. In riferimento alla nomina del Consulente ADR di cui all'art.11 del D.lgs. 35/2010, l'Azienda deve rispettare delle tempistiche specifiche, a parte quella indicata al comma 3?

11. La nomina del Consulente ADR e la relativa comunicazione di cui al comma 3 deve essere ripetuta ogni anno e precisamente nel mese di gennaio o può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno?





1. Come deve essere segnalata una unità di trasporto costituita da una motrice con semirimorchio con cassoni scarrabili per il trasporto alla rinfusa?

Trattasi di un trasporto alla rinfusa con carrozzerie mobili: le placche di pericolo devono essere posizionate sui due lati e posteriormente al veicolo inteso semirimorchio mentre i pannelli con iscrizioni devono essere posti anteriormente e posteriormente all’unità di trasporto.
Si possono anche utilizzare pannelli neutri anteriormente e posteriormente all’unità di trasporto e quelli con iscrizioni ai lati della stessa unità.

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2. Quale è secondo la vigente normativa il limite di concentrazione di idrocarburi C10 - C40 oltre il quale un rifiuto è da considerarsi pericoloso per l’ambiente?

Per stabilire se un rifiuto contenente idrocarburi sia o meno pericoloso, in teoria si dovrebbero andare a ricercare i singoli componenti. Tuttavia con il parere dell'ISS prot. n. 35653 del 06/08/2010 si adotta l'approccio di andare a ricercare determinati markers. Per gli idrocarburi con C > 10 si adotta la classificazione cautelativa R51/53, il che significa che il rifiuto che li contiene è sottoposto al regime ADR e gli viene attribuita la caratteristica di pericolo H14 se contiene tali idrocarburi in concentrazione maggiore o uguale al 25% in peso (rif. D.Lgs. 65/2003 e s.m.i.).

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3. Un rifiuto al quale è stata attribuita la caratteristica di pericolo H6 è sempre sottoposto all’ADR?

Secondo la normativa sui rifiuti (punto 3.4 dell’Allegato D al D.Lgs. 152/06 e s.m.i.), la caratteristica di pericolo H6 viene attribuita ai rifiuti che contengono una o più sostanze classificate come molto tossiche in concentrazione totale ≥ 0,1% e a quelli che contengono una o più sostanze classificate come tossiche in concentrazione totale ≥ 3%.
I limiti generici di concentrazione previsti dal D.Lgs. 65/2003 per la classificazione delle miscele molto tossiche e tossiche sono 7% e 1%, rispettivamente.
Pertanto potrebbe presentarsi il caso in cui, poiché i limiti previsti dalla normativa sui rifiuti sono maggiormente cautelativi rispetto a quelli CE, ad un rifiuto venga attribuita la caratteristica di pericolo H6 ma non sia classificato come tossico (o molto tossico) secondo i limiti previsti dal D.Lgs. 65/2003.
In questo caso il rifiuto può non essere classificato come pericoloso ai sensi dell’ADR, come specificato al 2.2.61.1.14 ADR:
Le materie, soluzioni e miscele, ad eccezione delle materie e preparati utilizzati come pesticidi, che non rispondono ai criteri delle Direttive 67/548/CEE o 1999/45/CE, così come modificate, e che non sono dunque classificate come molto tossiche, tossiche o nocive secondo queste Direttive, così come modificate, possono essere considerate come non appartenenti alla classe 6.1.

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4. Un rifiuto al quale è stata attribuita la caratteristica di pericolo H8 è sempre sottoposto all’ADR?

Secondo la normativa sui rifiuti (punto 3.4 dell’Allegato D al D.Lgs. 152/06 e s.m.i.), la caratteristica di pericolo H8 (corrosivo) viene attribuita ai rifiuti che contengono una o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione totale ≥ 1% e a quelli che contengono una o più sostanze corrosive classificate come R34 in concentrazione totale ≥ 5%.I limiti di concentrazione generici previsti dal D.Lgs. 65/2003 per la classificazione delle miscele corrosive sono del 5% per la frase di rischio R35 (provoca gravi ustioni) e del 10% relativamente alla frase di rischio R34 (provoca ustioni).Si può presentare, pertanto, il caso in cui un rifiuto venga classificato come corrosivo (H8) secondo la normativa sui rifiuti ma irritante secondo i criteri CE del D.Lgs. 65/2003.I rifiuti classificati irritanti secondo i criteri CE NON appartengono alla classe 8 dell’ADR, a meno che non siano corrosivi per i metalli, come indicato al 2.2.8.1.9 ADR:Le materie, soluzioni e miscele che:

  • non rispondono ai criteri delle Direttive 67/548/CEE3 o 1999/45/CE4, così come modificate, e che dunque non sono classificate come corrosive secondo queste Direttive, così come modificate; e
  • non hanno un effetto corrosivo sull’acciaio o l’alluminio, possono essere considerate come non appartenenti alla classe 8.

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5. Gli imballaggi vuoti non bonificati possono sempre essere trasportati sotto la rubrica UN 3509?

Innanzitutto bisogna evidenziare che tale rubrica può essere utilizzata soltanto per imballaggi, grandi imballaggi o IBC che hanno contenuto merci pericolose e che vengono trasportati per lo smaltimento, il riciclaggio o il recupero del loro materiale ma non nel caso di ricondizionamento, di
riparazione, di manutenzione ordinaria, di ricostruzione o di riutilizzo.
Inoltre gli imballaggi devono essere stati svuotati in maniera tale da contenere solo residui di merci pericolose aderenti agli elementi degli imballaggi quando questi vengono presentati al trasporto.

I residui presenti negli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti possono essere solo materie pericolose appartenenti alle classi 3, 4.1, 5.1, 6.1, 8 o 9. Inoltre essi non devono essere:

  • Materie assegnate al gruppo di imballaggio I o per le quali “0” figura nella colonna (7a) della tabella A del capitolo 3.2; né
  • Materie classificate come materie esplosive desensibilizzate della classe 3 o 4.1; né
  • Materie classificate come materie autoreattive della classe 4.1; né
  • Materiale radioattivo; né
  • Amianto (ONU 2212 e ONU 2590), policlorodifenili (ONU 2315 e ONU 3432), difenili polialogenati o terfenili polialogenati (ONU 3151 e ONU 3152).

Per ulteriori approfondimenti si consulti la disposizione speciale 663 applicabile per la rubrica UN 3509.

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6. Fino a quando sarà possibile utilizzare il D.Lgs. n.65/2003 per la classificazione delle miscele e come si dovrà procede in seguito?

Il DLgs 65/2003 sarà utilizzabile per la classificazione delle miscele fino al 1° giugno 2015, dopo tale data si seguiranno i criteri del Regolamento CLP.

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7. È obbligatorio, nel caso di trasporto di merci pericolose in cisterna all’interno del perimetro aziendale, procedere con i controlli periodici delle cisterne?

Il D.Lgs. 35/2010 all’Art. 1 (ambito di applicazione), comma 2 (lettera d) afferma che lo stesso decreto (e quindi la norma ADR) non si applica al trasporto di merci pericolose effettuato interamente all’interno del perimetro di un’area chiusa.

Pertanto, se il trasporto avviene all’interno dell’azienda (senza uscire dall’area/perimetro aziendale) non è sottoposto alle disposizioni dell’ADR e quindi non devono essere rispettate le prescrizioni relative alle prove e controlli periodici previsti dall’ADR.

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8. La normativa vigente prevede un periodo transitorio nel caso di cambio del consulente ADR?

La normativa non contempla un periodo transitorio per la gestione dell’avvicendamento di due Consulenti ADR (DGSA), il che significa che c’è l’obbligo implicito di avere sempre un DGSA in carica; in caso contrario si configura una situazione di mancata nomina, in violazione al comma 2 dell’art. 11 del D. Lgs 35/2010.

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9. Nel caso si proceda alla sostituzione del Consulente ADR, occorre comunicare la revoca della nomina precedente?

Non è sancito, in via esplicita, l’obbligo di segnalare al DTT la revoca della nomina al Consulente ADR (DGSA) designato, tuttavia, potendosi configurare una inadempienza per la mancata conservazione delle relazioni annuali relative agli anni successivi (si ricorda che in tali casi la sanzione prevista và da 2.000 a 12.000 euro per ogni anno scoperto) se ne desume che è sempre opportuno procedere ad una simile comunicazione.

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10. In riferimento alla nomina del Consulente ADR di cui all'art.11 del D.lgs. 35/2010, l'Azienda deve rispettare delle tempistiche specifiche, a parte quella indicata al comma 3?

Le cadenze temporali risultano essere unicamente quelle contenute nell’art. 11 del D. Lgs 35/2010 ed in particolare:
comunicazione delle generalità del Consulente entro 15 gg. dalla nomina
redazione, a cura del Consulente, di una relazione entro 60 gg. dalla nomina, da conservare 5 anni
redazione, sempre a cura del Consulente, di una relazione annuale, da conservare 5 anni

L’inosservanza di tali disposizioni è soggetta a sanzioni amministrative che vanno dai 2.000 ai 36.000 euro, a seconda delle inadempienze.

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11. La nomina del Consulente ADR e la relativa comunicazione di cui al comma 3 deve essere ripetuta ogni anno e precisamente nel mese di gennaio o può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno?

Per quanto attiene alla questione rinnovo della nomina del Consulente ADR (DGSA) in carica, e relativa comunicazione, non è sancito alcun obbligo in merito purché vi sia, ovviamente:

  • disponibilità dell’atto originario di nomina e trasmissione della comunicazione all’ufficio DTT competente per territorio;
  • evidenza di una continuità del rapporto, attestata ad esempio attraverso le relazioni annuali.


Nell’ipotesi di revoca della nomina del Consulente ADR in carica, non vi sono precise indicazioni circa le formalità da espletare, infatti sebbene sia contemplata la facoltà per una impresa di nominare più Consulenti per una medesima impresa o sede, dall’altro non sono fornite istruzioni nel caso di sostituzione.

Prescindendo gli aspetti di gestione contrattuale, si conferma che è possibile provvedere alla nomina di un nuovo Consulente ADR, ovvero di provvedere alla sostituzione di quello in carica, in qualsiasi momento dell’anno fatto salvo l’onere, per entrambi i Consulenti, di adempiere all’obbligo di redazione della relazione annuale, ognuno per il periodo di propria competenza.

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